Civen, vincente il binomio impresa-ricerca
Presentato a Palazzo Giuliari il bilancio sociale dell’associazione interuniversitaria veneta
Fare sistema è possibile. Ne è dimostrazione Civen, il Coordinamento Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie che a soli cinque anni dalla sua fondazione è riuscito a porsi sul territorio regionale quale punto di riferimento tra impresa e mondo accademico, raggiungendo il doppio obiettivo di promozione della ricerca applicata e di formazione nel campo delle nanotecnologie.
Il Civen nasce all’interno del Distretto Veneto per le Nanotecnologie, un progetto avviato nel 2002 con accordo tra MIUR e Regione Veneto e volto allo sviluppo tecnologico nel settore nanotech. In questa prospettiva, l’interazione di Civen con un altro socio del distretto, Nanofab (Nanofabrication Facility) – laboratorio per la ricerca applicata allo sviluppo di prototipi nanostrutturati – ha portato a risultati rilevanti sviluppando da un lato competenze e know-how, e trasferendoli dall’altro sul mercato a disposizione delle imprese.
I numeri del bilancio di responsabilità sociale 2007, presentato nei giorni scorsi a Verona, parlano chiaro: 4 le Università associate (Venezia, Padova, Verona e IUAV di Venezia) che partecipano all’80% dei progetti commissionati da aziende; un team formato da 30 giovani ricercatori di formazione interdisciplinare; 2700 metri quadrati di laboratori e spazi tecnici, con 80 apparecchiature scientifiche per la produzione di nanomateriali. Per non dimenticare i rapporti con le aziende, che chiariscono la funzione di Civen: 360 sono infatti le aziende che hanno visitato la struttura nel corso del 2007, per 83 di esse è stato predisposto uno studio di fattibilità con preventivo, mentre 68 imprese, per la maggior parte di grande dimensione, hanno commissionato lavori per un valore annuale pari a 2,8 milioni di euro. Non da ultimo l’impatto economico, sottolineato dal direttore di Civen Paolo Rech: «A fronte di 8,4 milioni di euro spesi da Civen in ricerca e sviluppo a partire dalla sua costituzione, gli investimenti delle imprese in progetti di ricerca incentrati sulle competenze Civen e Nanofab sono pari a 23,8 milioni di euro. E’ evidente l’effetto moltiplicativo di un settore in avvio e del ruolo sempre più centrale della connessione diretta tra sapere scientifico e innovazione tecnologica».
Fondata nel 2003 dalle Università di Padova, Venezia e Verona, l’associazione Civen è stata sostenuta dalla Regione Veneto con finanziamento di circa 20 milioni di euro e dal MIUR con un budget complessivo di 26 milioni di euro per progetti di ricerca industriale. «L’obiettivo era quello di avviare un progetto che attivasse un processo di sviluppo industriale; il distretto per le nanotecnologie si è rivelato un importante punto di riferimento per il tessuto imprenditoriale regionale, interfacciandosi costantemente col mondo universitario» ha spiegato Alvise Benedetti, presidente di Civen.
Un successo che si colloca in un momento di forte crisi per l’università italiana, facendo quindi sperare in una ripresa dell’istituzione. «Il modello utilizzato per quest’attività può senza alcun dubbio essere applicato in molti altri settori disciplinari, come ad esempio quello umanistico, e fungere così da importante moltiplicatore di conoscenze» ha dichiarato infine Bettina Campedelli, prorettore dell’Università di Verona.
LZ – pubblicato su V.F. del 3 agosto 2008