L’odio non ha bandiera

19 Maggio 2008 at 12:05 pm (Cronaca) (, , , )

Dopo il week-end, riprendo il solito viaggio di routine verso la città per i miei impegni universitari: sveglia presto, autobus, controllo l’orologio, siamo in orario, tutto ok, Verona ha aperto gli occhi anche in questo lunedì di maggio. Ma qualcosa è cambiato. Il corso centrale, Corso Porta Nuova, quello che conduce dritti alla famosa piazza Bra, è cambiato. “Fasci merde”, “Banche assassine” e non proseguo oltre. I miei occhi guardano sconcertati ai muri degli edifici imbrattati con queste scritte. E ai vetri infranti di un negozio. O forse era un’agenzia commerciale. Solo residui della manifestazione organizzata l’altro ieri per protesta contro la morte di Nicola Tommasoli? Non posso limitarmi a definirli tali. Sono segni di un odio che si può toccare. Mi sembra ancora di vedere le immagini del G8 di Genova, gli scontri, i tafferugli tra i black block e la polizia. E i tragici epiloghi che tutti conosciamo.

Non ho nessun diritto nè potere per giudicare i fatti che stanno investendo Verona in questo momento, ma non riesco a capire la motivazione profonda, violenta, radicale e irrazionale che spinge a rispondere ad un odio efferato e incontrollato che ha causato la morte di un giovane innocente con lo stesso odio e la stessa tracotanza. Non sopporto gli estremismi, nè tantomeno gli schieramenti per partito preso. Mi permetto solo di dire che qui il “chi sta con chi” non c’entra proprio niente, perchè è l’odio a fare da denominatore comune. Qui c’è solo ignoranza di quello che è il rispetto delle persone e dell’ambiente in cui si vive; delle regole implicite e sottili che regolano la civile convivenza tra gli esseri umani; dei confini di una libertà che ognuno di noi dovrebbe poter esercitare, sapendo che la libertà propria finsice dove inizia quella dell’altro.

Qui c’è solo tanto odio. Che non è nè di destra nè di sinistra. E, dall’altra parte, ci sono tante persone che, nel silenzio di chi opera senza ostentare o ubriacarsi di vuote ideologie, hanno sete di quei valori comuni condivisi che tutta questa cronaca negativa tende a sopprimere dall’agenda delle cose importanti.

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