Giovani, monete d’oro da non perdere
“La tua libertà era il segno alto dell’ala. La nostra invece il rotolare spicciolo di una moneta d’oro che scompare tra le griglie di un tombino di fogna”.
Parole rivolte a San Francesco d’Assisi e pronunciate a Spoleto da don Mimmo Battaglia, presidente della Federazione delle comunità terapeutiche (Fict), durante la due giorni nazionale appena trascorsa. Un grido d’allarme per dare una scossa alla cultura dello sballo. Leggendole ieri mi hanno colpito, le volevo fissare su una pagina.
Passaparola e vieni alla Consulta
Ecco un sunto in forma “friendly” dello Statuto e del perchè, se vi va, partecipare…(lo troverete anche sul Notiziario, quando uscirà… -_-).
C’era una volta l’incontro per i giovani al Teatro Furioli…Ne è passato di tempo da quella riunione, vero? Quasi un anno e, con esso, sono passate anche tante domande alternate da una sana e vivace curiosità da parte dei giovani del paese che spesso chiedevano: “Cos’è la Consulta? A cosa serve? Chi ne fa parte?”.
Durante l’inverno, un gruppo di giovani ha dato la propria disponibilità per tentare di rispondere a queste domande stendendo una bozza dello Statuto fondatore di quella che sarebbe stata la futura Consulta dei Giovani di Malcesine. Un percorso non sempre facile, che li ha messi di fronte alle difficoltà derivanti dal dover maneggiare un tipo di linguaggio istituzionale e burocratico, lontano dal gergo giovanile, ma che alla fine li ha resi soddisfatti del lavoro svolto.
E dopo tante attese, il 13 giugno scorso il Consiglio Comunale ha approvato lo Statuto, dando ufficialmente il “via” alla Consulta dei Giovani di Malcesine, un organo che ora è tutto da rimpolpare con idee e proposte provenienti da giovani di buona volontà, a cui si richiede una buona dose di spirito di aggregazione e tanta voglia di fare per il proprio paese e per i giovani che vi abitano!
Con quali obiettivi? Favorire l’associazionismo fra giovani e il loro legame con le istituzioni locali; promuovere iniziative per l’inserimento dei giovani nella società e per la loro crescita umana e culturale; concretizzare idee che promuovano lo sport e stimolino la creatività tra i giovani; creare legami di confronto e collaborazione con le Consulte presenti sul territorio sia a livello locale sia nazionale e internazionale.
In quali ambiti? Tutti quelli attinenti al mondo giovanile: dalla cultura allo sport, dall’ambiente allo sviluppo del territorio, dalla sicurezza all’informazione, senza dimenticare il volontariato e la solidarietà. E molti altri ancora!
Come? In qualità di organo consultivo comunale, presentando proposte ed esprimere pareri sulle questioni di interesse per i giovani. Non saranno vincolanti per gli organi dell’amministrazione comunale, ma…è un importante canale per far sentire la propria voce!
Chi ne fa parte? Tutti i giovani tra i 16 e i 32 anni che manifestano la volontà di parteciparvi!
Come funziona? La Consulta è formata da due organi: l’Assemblea e il Consiglio Direttivo. Dell’Assemblea fanno parte: il sindaco, l’assessore con delega ai servizi sociali, un rappresentante per il gruppo consiliare di maggioranza e un rappresentante per ogni gruppo consiliare di minoranza, un rappresentate di età compresa tra i 16 e 32 anni designato da ogni associazione che ha sede sul territorio, tutti i giovani di età compresa fra i 16 e 32 anni che aderiscono. Nell’Assemblea, che si riunisce almeno 4 volte l’anno, si decidono gli obiettivi da perseguire.
Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo della Consulta; i suoi 11 membri sono scelti, con votazione limitata ad un candidato, tra i componenti dell’Assemblea che desidereranno proporsi. Entrambi i sessi devono essere rappresentati da un numero minimo di 4 consiglieri. Tra gli 11 componenti eletti dovranno essere designati: un Presidente, un Vicepresidente, un Segretario e un Vicesegretario. NB: Il Consiglio Direttivo è il contatto diretto con l’amministrazione comunale!
Quando si costituirà la Consulta? La prima Assemblea si terrà il 18 ottobre alle ore 19.30 nella sala consiliare del Comune. Durante questo primo incontro costituente verranno eletti gli 11 membri del Consiglio Direttivo, per questo stanno già arrivando a mezzo posta nelle case di tutti i giovani tra i 16 e i 32 anni i moduli d’adesione alla Consulta.
Perché partecipare e/o candidarsi? Per esprimere la volontà a dare concretezza a questo progetto, offrendo la propria disponibilità a partecipare attivamente e con responsabilità nei confronti dei giovani rappresentati. Dire “sì” a questo progetto è un’opportunità per impegnarsi nella nostra realtà locale: conoscere le esigenze dei giovani e dar loro voce, avvicinarsi alla realtà comunale e ritrovare una via di comunicazione con la politica attraverso il contatto con l’amministrazione, creare oggi le basi per un futuro migliore in cui far crescere le prossime generazioni.
Come saperne di più? Leggendo attentamente il testo integrale dello Statuto, reperibile sul sito internet del Comune… (www.comunemalcesine.it).
Il sacerdote nel III millennio
Segnalo uno “Speciale” di Avvenire sulla figura del sacerdote curata dallo psichiatra Vittorino Andreoli. In particolare, evidenzio qui alcune riflessioni su temi che in questo momento mi stanno molto a cuore, visto anche il convegno che in questi giorni si sta tenendo in diocesi di Verona a cui partecipa anche l’esperto veronese. Il tema? I giovani.
Il prete e la crisi di famiglia
PS. A proposito, se qualcuno ha partecipato al convegno di S. Massimo e vuole rendermi partecipe raccontando qualche momento del convegno, questo è il posto giusto…grazie!
Quasi al via la Consulta…
Svegliaaa ragazzi!!!
E’ (quasi) l’ora della Consulta dei Giovani di Malcesine! Certo, utilizzare il termine “quasi” per riferirsi alle tempistiche del Comune può sembrare un azzardo…ma evidentemente l’estate ha fatto evaporare i bollori da arrabbiatura e ci ritrova carichi di nuova fiducia ed energia. Speriamo non sia solo apparenza…
Bene, aggiorno brevemente gli interessati: siamo al lavoro per la creazione dei volantini che pubblicizzeranno la prima Assemblea della Consulta, durante la quale avverrano le elezioni del Direttivo (presidente, vicepresidente, segretario, consiglieri, ndr). Questa la nota fondamentale che darà ufficialmente il via alla Consulta.
A breve, dunque, saprete date, luoghi e modalità di partecipazione…mi raccomando tenetevi informati e, se avete dubbi, non abbiate paura a chiedere! Non sarò affidabile al 100% ma diciamo che qualcosa so!
E’ una fase molto delicata, in cui molti rischiano di non capire e quindi evitano di partecipare: niente di più sbagliato! Pensate bene all’occasione che viene offerta a ciascuno di noi, soppesando con cautela e spirito d’iniziativa anche la possibilità di candidarvi. Pensiero che può spaventare qualcuno, ma che va interiorizzato perchè la Consulta avrà estremo bisogno di persone con buona volontà, spirito di aggregazione e tanta voglia di esprimersi nel rispetto degli altri!
Conto su di voi…
Alla conquista di Roma
Camposcuola nel cuore della cristianità per i ragazzi di Malcesine
Conoscere Gesù attraverso la testimonianza delle prime persone che lo hanno amato tanto da dare la vita per il suo messaggio d’Amore. Il camposcuola organizzato dalla Parrocchia di Malcesine dal 21 al 26 luglio a Roma è stato proprio questo: un affascinante viaggio alla riscoperta dei primi cristiani e delle loro esperienze di vita.
La fragilità di Pietro nell’episodio in cui, fuggendo da Roma, avrebbe incontrato Cristo e gli avrebbe rivolto la celebre domanda: «Signore, dove vai?», con la risposta: «Vado a farmi crocifiggere una seconda volta», grazie alla quale l’apostolo torna sui suoi passi per affrontare il martirio; la forza di Paolo, che dalla folgorazione sulla via di Damasco ha seguito il Signore diventando apostolo delle Genti, raffigurato con la spada simbolo sia del suo martirio sia della Parola di Dio annunciata; l’atroce uccisione dei diaconi Lorenzo (bruciato sulla graticola) e Stefano (lapidato). E ancora, la vita delle prime comunità cristiane che a partire dal II secolo, con la conversione al cristianesimo di nobili famiglie romane che hanno messo a disposizione aree private ai margini delle vie consolari, costruiscono le prime catacombe, luoghi di sepoltura e di preghiera ricche di simboli e figure caratteristici nei tempi della Chiesa primitiva.
Un crocevia di esperienze e grandiosità monumentali che ha catturato sin dal primo giorno l’attenzione dei ragazzi, avvicinandoli a questi “pilastri” della cristianità con discrezione e naturalezza. «Li sentiamo vicini perché abbiamo capito che erano uomini come noi, con gli stessi pregi e difetti, ma Dio li ha scelti comunque», come si legge nel diario di gruppo scritto durante il camposcuola. Sei giorni intensi che i cinquanta ragazzi partiti da Malcesine per quest’avventura hanno vissuto all’insegna del motto “c’è bisogno di un amore vero”.
Un Amore cercato in primo luogo nei piccoli gesti quotidiani guidati dalla Parola di Vita, che nelle singole giornate ha accostato i ragazzi alla cultura del dare: un sorriso, un bicchiere d’acqua, la pace. Un Amore altresì cercato nelle visite ai luoghi della cristianità, nei simboli, nelle vicende della vita dei primi cristiani che, mossi da uno spirito indefesso alla ricerca dell’Amore vero, ancora oggi viaggiano controcorrente sulle ali dell’entusiasmo, stagliandosi come grandi esempi di purezza, semplicità e dedita vocazione a Dio. Esempi preziosi a cui attingere per riscoprire una fede autentica.
LZ – pubblicato su V.F. del 10 agosto 2008
Protagonisti di vita
E’ quello che il Vescovo di Verona dice ai giovani. Parole rivolte a ciascuno di noi. Riporto di seguito quanto ha scritto pochi giorni dopo la morte di Nicola su L’Arena, il Giornale di Verona.
«Siate protagonisti di vita, non di morte»Carissimi giovani, la tragica morte per pestaggio di Nicola ha lasciato Verona civile e religiosa in uno stato d’animo di costernazione e di angoscia. Ci rifiutiamo però di siglare Verona come città prigioniera della violenza e dal facile delitto. Verona è ben altro. E soprattutto ci rifiutiamo di credere che il mondo dei giovani veronesi trovi nei cinque giovani responsabili del delitto, infame e allucinante, il modello di riferimento.
Sono certo che ne provate sdegno. Anzi, che il fatto esecrabile suscita in voi una gran voglia di essere protagonisti non di morte ma di vita. In questo momento di comune dolore, vorremmo raccogliere qualche input che Nicola stesso vi affida. Sotto forma di Sms. La stagione di vita che la Provvidenza vi sta donando sia colta come opportunità di crescita, nel segno dell’amore, della responsabilità, della solidarietà, dell’operosità nell’impegno, della gioia e della fede. Divertitevi, perché siete giovani. Ma sempre con moderazione, senza lasciarvi travolgere dallo scatenamento incontrollato di stati d’animo irrazionali, resi ancor più tempestosi dall’assunzione di alcolici e stupefacenti. Ricordate che lo sballo è sempre una sconfitta. Del resto, vedete come la follia di una notte rovina la vita di famiglie intere che non hanno più pace.
Su tutto abbia il sopravvento il buon senso Non concedete nulla alla legge del branco che fa di voi dei gregari. Cercate la compagnia bella, pulita, allegra e persino spensierata, fedele al punto da potervene fidare.
Abbiate il coraggio delle grandi vette, anche a costo di corrispondenti sacrifici, quelli del resto che non ricusate di affrontare per porvi in pole position nelle competizioni agonistiche. Valorizzate al meglio i giorni della vostra giovinezza. Applicandovi evidentemente nello studio per assicurarvi una preparazione professionale adeguata e gratificante, ma anche donando del tempo a coetanei diversamente abili e a persone in difficoltà. Non c’è gioia più grande di quella che germina dal dono di sé. Gratuito e generoso.
Per essere felici basta far felice qualcuno. Parlate, aprendovi alla confidenza, con chi vi è compagno autorevole di viaggio, come i genitori, i docenti di grande personalità, gli animatori di vostra fiducia, i presbiteri di profonda sensibilità. Fateci il regalo di mettere anche nelle nostre mani di adulti la password che ci consenta di entrare nel vostro mondo, di carpire la vostra sensibilità, di intercettare le vostre attese e le vostre problematiche. Dialoghiamo! A carte scoperte. Date senso al vostro vivere giovanile, anche nelle giornate tempestose.
Ricordatevi che il senso del vivere val più del vivere e vi aiuta a vivere anche quando siete tentati di lasciarvi andare alla deriva. Che se troverete il Senso del vivere in grande, magari identificato in Gesù Cristo, sperimenterete la bellezza impareggiabile del vivere umano. Rinnovate l’alleanza con lo Spirito Santo ricevuto nella Cresima! Fatevi onore. Fateci vedere quanto valete e che siete una promessa e che non è giusto classificarvi soltanto dei piantagrane.
Nicola conclude i suoi Sms con un appello: fate in modo, che il sacrifico della mia vita non sia stato inutile! Realizzate una vita di grande qualità. Degna dell’essere giovani. Più fortunata della mia. Senza paura di finire i giorni terreni in modo così tragico. Appunto perché il seme della zizzania di una cultura che snobba la vita è del tutto polverizzato. A nome di Nicola e dei suoi genitori, dei vostri genitori, come pure degli stessi aggressori, in preda allo spavento e ai rimorsi per ciò che hanno commesso, e in particolare dei loro genitori, affranti dall’angoscia, vi sono vicino con affetto e stima.
Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona (mercoledì 7 Maggio 2008, pag. 12)
Quando un giovane è fuori casa
Fuori di casa si è a rischio di alienazione. Solo per citare alcuni fra gli ambienti più frequentati dai giovani: la scuola, in particolare quella superiore e quella universitaria, lo sport, la palestra, la musica, la mobilità in moto o sull’autobus, lo stadio, il pub, la discoteca, la piazza, i siti internet, il gruppo che si imparenta facilmente con la banda e il branco… e quell’habitat propizio alla devianza e alle follie come può diventare la notte.
Senza pretendere di dare una valutazione valoriale di ogni ambiente, si è costretti a riconoscere che ogni ambiente è un mondo a sé. Con regole specifiche. Praticamente incomunicanti tra loro. Alcuni in se stessi sostanzialmente sani. Altri invece decisamente a rischio di perversione. Sta di fatto che il giovane li sperimenta un po’ tutti. Nel giro di 24 ore o nell’arco di una settimana.
Quante metamorfosi si verificano nella stessa persona in una giornata o in una settimana? Dal momento che ogni ambiente citato è totalizzante ti prende fin nelle midolla delle ossa. Sicché è proprio l’io personale che rischia di venir trasformato continuamente. Per puro processo di adattamento. Così, di adattamento in adattamento alla varietà degli ambienti chi ne è protagonista ne esce un disadattato. Quello che potremmo chiamare, prendendo a prestito l’immagine da una patologia della personalità, una sorta di schizofrenia. Cioè un soggetto dalla doppia personalità, anzi, una schizofrenia plurima! Con tante anime quanti sono gli ambienti frequentati. E ciò che è più drammatico e preoccupante è il fatto che il soggetto interessato in genere non ne avverte la drammaticità. Trapassa dai vari ambienti con assoluta disinvoltura. Per automatismo. Eppure sta male. E i genitori stessi che cosa sanno degli ambienti di vita dei figli, delle esperienze che vi si compiono e del loro travaglio interiore? La maggior parte ne è ignara.
Sarebbe pertanto insipienza e grave mancanza di senso di responsabilità non rendersi conto della gravità della situazione, del disagio si dice oggi, che vive il mondo giovanile, già a cominciare dalla preadolescenza. Il peso delle esperienze che li attende al varco ogni giorno è troppo superiore alle forze delle loro spalle. Fragili.
In realtà, che cosa accade nell’animo di un giovane? Dovendo adattarsi alla meglio per essere accettato, si impegna ad essere il meglio di sé in ogni ambiente. In casa un figlio modello. A scuola uno studente di eccellenza. Nello sport un campione nato. Al bar di paese un bravo ragazzo. Se entra in chiesa, non dico che sia un serafino, ma insomma! E se riserva del tempo al volontariato, è un generoso. In scooter un Valentino Rossi. In discoteca un mattatore scatenato. Allo stadio un ultrà che si fa notare. Nel branco un teppista modello. Tutto al top. E se non riesce in uno di questi ambiti, magari franando nella scuola, ci prova in un altro. Sta di fatto però che il protagonista non riesce più a riconoscersi in queste trasferte rapidissime. E potrebbe domandarsi, nella migliore delle ipotesi: ma io chi sono? Sono ciò che desidero essere o sono ciò che mi vogliono gli altri? Di fatto si identifica con la varietà degli ambienti frequentati.
Come si può constatare, il dramma è antropologico. Si sta smarrendo il senso dell’identità personale umana. Irrepetibile. Il giovane, ma in parte lo si dovrebbe dire anche dell’adulto, si ritrova frantumato. Non un’unica identità, ma una identità frantumata! Non una unità di «io», ma la sua polverizzazione.
Tutto ciò diventa un grido di soccorso. I giovani, a cominciare dalla preadolescenza, hanno bisogno di soggetti interlocutori adulti, soprattutto da parte dei genitori, che li aiutino a decodificare, in un dialogo fiduciale, le molteplici ed eterogenee esperienze, per elaborarle nella direzione di un’effettiva maturazione della personalità. In pratica, aiutando i giovani a metabolizzarle. Altrimenti i giovani implodono. La carta vincente ancora una volta è in mano agli adulti.
+ Giuseppe Zenti (tratto da L’Arena del 18 Maggio, pag. 7 )
