Il paradosso del nostro tempo

6 Giugno 2008 at 5:04 pm (Esteri) (, )

Paesi e organizzazioni si sono impegnati a stanziare 6,5 miliardi di aiuti. La Banca Mondiale ha promesso 1,2 miliardi di dollari, gli Usa 1,5 miliardi, la Francia 1,5 miliardi su 5 anni, il Regno Unito 590 milioni di dollari. L’Italia si è impegnata a versare 190 milioni di euro.
«Ci sono state grandi declamazioni, affermazioni di principio, ma non ho sentito quella coesione unanime che sarebbe stata necessaria» di fronte ad un problema così grave come la fame nel mondo, ha detto il ministro degli esteri, Franco Frattini. Lo scontro che ha impedito fino all’ultimo un accordo più ampio ha visto protagonisti da una parte Europa e Usa e dall’altra il cosiddetto «blocco latino-americano» guidato dall’Argentina. I latino-americani si sono opposti alle critiche del testo contro le limitazioni dell’export, che l’Argentina in particolare attua per riuscire a sfamare la popolazione locale e a calmierare i prezzi. Pesante bocciatura del vertice da parte delle Organizzazioni non governative, tutte molto deluse.

Un fallimento. Ecco il termine che riassume quest’incontro. Ma d’altronde, che cosa ci si poteva aspettare? Una due giorni di incontri intensivi non potrà mai creare le basi di un dialogo pur necessario ma che ha bisogno di lunghi tempi di sedimentazione e maturazione per essere davvero efficace. Un dialogo che ha certamente bisogno di diventare adulto mantenendo lo spirito e la vivacità di un giovane pieno di progetti e speranze. E invece, quello che esce da questo vertice FAO sa di vecchio, un vecchio però privato delle sue qualità positive. Tra cui, soprattutto, la saggezza. Che è di chi ha accumulato molte esperienze durante l’arco della vita, e le sa raccontare e trasmettere al giovane dando loro un’impronta positiva, come di una strada tracciata che ha bisogno di essere portata avanti con carisma e dedizione. E invece, cosa troviamo al vertice FAO? Rappresentanti importanti, vertici di grandi nazioni, persone “vecchie” che sembrano parlare del problema della fame come una prassi ormai assegnata da tempo e che dev’essere portata a termine in qualche modo. Emblema del paradosso che caratterizza il nostro tempo, e che vede da una parte del mondo persone chiedersi: “Cos’è il problema della fame?”, e dall’altra parte ancora persone che saprebbero darne precisa spiegazione e turbati si chiedono: “Cos’è il problema dei rifiuti?”…questa situazione è sconcertante.

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Il summit FAO 3-5 giugno

1 Giugno 2008 at 1:50 pm (Esteri) (, )

Sono una cinquantina i leader di tutto il mondo che parterciperanno al summit sulla sicurezza alimentare. La FAO esorta la comunità internazionale a prendere azioni immediate per affrontare il problema della fame e della malnutrizione, del rialzo dei prezzi alimentari, della scarsità di terra ed acqua, del cambiamento climatico, della produzione di biocombustibili e della crescita della popolazione.

“La drammatica situazione alimentare mondiale evidenzia il fragile equilibrio tra disponibilità mondiale di cibo e fabbisogno della popolazione, e che gli impegni presi in passato per accelerare il cammino verso un mondo senza fame non sono ancora stati realizzati”, ha affermato il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “In considerazione del grave squilibrio tra offerta e domanda alimentare mondiale, i mercati cerealicoli potrebbero non riguadagnare stabilità nel breve periodo. I prezzi potrebbero calare, ma con tutta probabilità non torneranno ai bassi livelli passati. Noi speriamo che i leader mondiali che converranno a Roma per il summit adotteranno le misure urgenti necessarie per potenziare la produzione agricola, specialmente nei paesi più colpiti, ed allo stesso tempo proteggere le popolazioni povere dagli effetti negativi dei prezzi alti delle derrate”.

 

E che arrivino risposte serie lo speriamo in tanti,  da un progetto a lungo termine che veda le grandi nazioni del cosiddetto Occidente ricco unire gli sforzi perchè non sia più ammesso che un terzo della popolazione mondiale consumi anche la parte che di diritto spetta a chi, invece, oggi grida in silenzio una condizione di estrema povertà. Perchè nasca un sentimento in grado di andare ben più in profondità dell’arida e superficiale pietà che le immagini televisive di occhi tristi e stremati di piccole e fragili creature tendono a suscitare ma con la stessa velocità a cancellare dalla nostra mente, dal nostro cuore. Avere una vita dignitosa è diritto fondamentale di ciascun uomo sulla terra. Sta a ciascuno di noi non permettere di cancellare questa verità così spesso offuscata.

Vedi anche http://www.fao.org

 

 

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