Un po’ di Malcesine a Fatima

3 Novembre 2008 at 9:55 am (Viaggi) (, )

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Em Fatima rezei por ti: a Fatima ho pregato per te. Questo il messaggio dei pellegrini al ritorno dal santuario centro della spiritualità mariana. A vivere personalmente l’esperienza della genuinità con cui si manifesta l’amore alla Madonna un gruppo di 55 persone proveniente dalla parrocchia di Malcesine e Cassone, che dal 20 al 23 ottobre ha intrapreso un cammino spirituale per incontrare Gesù attraverso Maria.cimg53461

Un viaggio che, pur nella sua brevità, ha permesso ai pellegrini accompagnati da don Giuseppe Suman di approfondire le vicende legate alle apparizioni della Madonna a tre giovani pastorelli cresciuti nei dintorni di Fatima (Aljustrel), in un agglomerato di case conservatosi come allora tra le rocce e i boschi di leccio ed ulivo.

Nel 1917 il Portogallo, come il resto d’Europa, stava attraversando l’orrore della prima guerra mondiale; in questo contesto sono giunti i messaggi della Madonna – di esortazione alla preghiera e alla conversione – che Lucia, Jacinta e Francisco hanno incarnato nella loro vita. Il 13 maggio di quell’anno è avvenuta la prima delle sei apparizioni alla Cova d’Iria, vasta radura a forma di anfiteatro che oggi ospita il cuore del santuario di Fatima con la Cappella della Apparizioni.

Nella Capelinha, infatti, è collocata la piccola statua bianca della Madonna, centro del raccoglimento e della preghiera per i numerosi pellegrini – circa 4 milioni ogni anno – che vi arrivano, a piedi o in ginocchio, dall’alto del piazzale. Un cammino arricchito dalla Via Crucis nella zona di Aljustrel e dalla visita alla chiesa parrocchiale di Fatima, dove i tre pastorelli hanno ricevuto il battesimo.cimg5500

Per il gruppo di Malcesine e Cassone il pellegrinaggio si è completato con la visita alle vicine località lusitane di maggiore interesse culturale:

a cominciare dalla capitale Lisbona, con la Cattedrale che custodisce le reliquie cimg5579di San Vincenzo patrocimg5538no della città, la vicina Chiesa di Sant’Antonio con la sua casa natale, il Monastero di Jeronimos e la torre di Belem;

 

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Tomar, con il Castello dei Templari e il Convento dei Cavalieri di Cristo;

 

Batalha, con il Convento reale di Santa Maria della Vittoria dedicato alla Vergine cimg5420patrona del Portogallo;

Alcobaça, con il monastero di Santa Maria fondato da San Bernardo nel 1151;cimg5292

 

 e infine Nazarè, villaggio di pescatori racchiuso in un suggestivo golfo cimg5476dell’Oceano Atlantico.

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Matrimoni d’estate, mercatini d’inverno

27 Ottobre 2008 at 9:00 am (Locale) ()

Malcesine. La promozione turistica punta al Castello in ogni stagione

Si chiude in positivo il bilancio 2007 di Malcesine Più, l’ente melsineo di promozione turistica. «Gli obiettivi fissati per la promozione e gli eventi sono stati conseguiti, con un segno positivo per quanto riguarda la collaborazione consolidata con l’ente Funivia ed il Consorzio Lago di Garda è» ha spiegato il presidente dell’istituzione, Claudio Bertuzzi. Tra le cifre di maggior rilievo, quelle riguardanti il business dei matrimoni in Castello: «Sono stati registrati 303 matrimoni civili, 100 in più rispetto allo scorso anno, che hanno inciso per il 4,5% sul totale dei 900.000 pernottamenti estivi a Malcesine. L’incremento delle richieste per i matrimoni – ha continuato Bertuzzi – ha portato ad un avanzo di 28.000 euro, riassegnato per il pagamento delle royalties fotografiche (10.000 euro) e per il finanziamento delle manifestazioni invernali 2008/2009 (18.000 euro).

Già, perchè gli inverni “spenti” di Malcesine da quest’anno saranno solo un brutto ricordo. Ad animare i caratteristici viottoli del centro storico fino al Castello Scaligero ci penserà il Mercatino degli Elfi. E’ questo il nome dell’iniziativa promossa dal consigliere con delega al commercio, Mariangela Trimeloni, per rilanciare un centro altrimenti privo di attrazioni invernali di rilievo. Il progetto, che interesserà tutti i fine settimana dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009, sarà improntato sull’animazione per bambini al Castello: «Ci saranno giocolieri, clown, maghi e trampolieri, bancarelle di dolciumi, videoproiezioni di cartoni animati a tema natalizio e una macchina spara-neve per creare la giusta atmosfera» ha precisato Trimeloni. Il tutto per un preventivo di spesa pari a circa 100 mila euro: «Le spese comprendono l’affitto delle casette per il mercatino, l’animazione e la pubblicità, ma siamo certi che quest’evento, quando avrà raggiunto maggiore notorietà tra il pubblico, sarà in grado di autofinanziarsi grazie alle entrate costituite dal biglietto d’ingresso al Castello, che avrà un prezzo fisso di 5 euro». Una questione di pubblicità e passaparola, dunque. Anche se, tra la minoranza, non mancano le polemiche. Fabio Furioli, rappresentante del gruppo di minoranza “Un futuro per Malcesine”, ha espresso il suo disappunto ritenendo che il paese «dovrebbe evitare certe inutili spese, cercando invece di sostenere con più risorse la stagione turistica estiva, vera trave portante dell’economia di Malcesine».

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Commercianti al Comune: Rifate la strada

25 Ottobre 2008 at 12:15 pm (Locale) ()

Corso Garibaldi è la strada d’ingresso al paese. Una discesa affiancata da negozi e bar, che funge da biglietto da visita per turisti e passanti. Una cartolina oggi sgualcita dal tempo e dunque bisognosa di rinnovamento. A questo si è rivolta la richiesta di Massimo Valentini e di altri 100 esercenti che su quella strada – e nelle vie limitrofe – svolgono le loro attività commerciali: «Dal 1997 l’amministrazione promette il rifacimento del corso, inserito come obiettivo anche nell’ultima campagna elettorale, ma non è mai stato realizzato. I lavori ormai sono necessari, questa è una zona centrale di Malcesine e deve ricevere la necessaria attenzione da parte dell’amministrazione».

Durante l’ultimo consiglio comunale è arrivata la risposta del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Lombardi: «Abbiamo già individuato un progetto che riguarda la sistemazione di piazza Statuto, corso Garibaldi e tutta la strada che arriva fino alla chiesa della Madonnina» ha ribattuto, parlando nello specifico di un’ipotetica realizzazione entro l’anno. «Il primo stralcio dei lavori, che secondo l’amministrazione doveva essere realizzato entro quest’anno per la parte iniziale del corso, avrebbe dovuto comprendere l’allargamento a 3 metri del marciapiede vicino ai negozi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la pavimentazione in porfido e pietra locale, una nuova struttura di incanalamento dell’acqua e l’alberatura da ambo le parti della strada con oleandro o ulivo», ha illustrato Lombardi. Il problema sembrerebbero i finanziamenti: «Per i finanziamenti superiori ad un milione di euro, lo Stato ha previsto una tassa di scopo. Dunque la promessa è che entro la fine dell’anno prossimo i lavori abbiano inizio, nel frattempo stiamo valutando i possibili metodi di reperimento delle risorse necessarie». Che, in un modo o nell’altro, ricadrebbero sui cittadini: «Tra le idee prese in considerazione, una riguarda l’aumento delle tessere di abbonamento al parcheggio di Campogrande».

Positiva la reazione dei commercianti, che tuttavia commentano sulla tassa di scopo: «Speriamo almeno che, se di tassa di scopo si dovrà trattare, essa decada una volta raggiunto lo scopo stesso. Di tasse non eliminate al cessare della causa che le ha determinate, in Italia, ce ne sono fin troppe».

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Puntare alla comunione

24 Ottobre 2008 at 9:00 am (Cronaca) ()

Il Vescovo ai consigli pastorali del Vicariato del Lago Orientale

Costruire l’unità. Tra preti, tra laici e, non da ultimo, tra laici e preti. Ecco le tappe del progetto pastorale diocesano per il prossimo triennio, che il Vescovo Giuseppe Zenti ha presentato il 14 ottobre ai parroci e ai rappresentanti dei consigli pastorali appartenenti al Vicariato del Lago Veronese riuniti a Garda.

Ma cosa significa “comunione fraterna”? «Esprime il comandamento dell’amore cristiano, come ci ricorda San Giovanni evangelista, amatevi gli uni gli altri» ha evidenziato mons. Zenti al numeroso gruppo di collaboratori parrocchiali. Un precetto che si concretizza sintonizzandosi su quattro atteggiamenti centrali: la fiducia, il dialogo, la condivisione e la benevolenza. «C’è bisogno di un accreditamento di fiducia, perché altrimenti s’insinua la diffidenza e il dialogo finisce – ha esortato il Vescovo – il dialogo inteso come scambio di parola piena di valore, che sola può diventare germe per la vita». Se la profondità della parola porta ad un dialogo autentico, la sua condivisione costituisce una fonte di arricchimento per tutti: « Se una proposta è condivisa, allora è valida. Se è condivisa in parte, non lo è più. La Chiesa è una comunione in cui dobbiamo aiutarci tutti, con umiltà, a trovare i punti di accordo» ha sottolineato il Vescovo risaltando l’importanza di lasciarsi guidare dallo Spirito. Non a caso la comunione fraterna trova nella benevolenza, quinto frutto dello Spirito (Gal 5,22), la sua espressione: «L’apprezzamento dà slancio! Volere il bene dell’altro, valorizzando i suoi gesti positivi, dona coraggio in ogni situazione».

Dove far crescere la comunione fraterna? Nella Zona Pastorale: «La Zona – più che la Vicaria, che è utile in fase di progettazione e verifica degli obiettivi – favorisce la collaborazione tra presbiteri e laici, riuscendo così ad abbattere i campanilismi tenendo in piedi i campanili» ha continuato mons. Zenti. Ambizioso il programma: «La prima forma di collaborazione è quella tra presbiteri, che sono chiamati a lavorare in modo unitario coinvolgendo tutta la Zona Pastorale per quanto riguarda: la famiglia – dall’accompagnamento delle giovani coppie all’alleanza tra famiglie che sola può dare impronte educative in grado di salvare i figli dal naufragio sociale – i catechisti e gli animatori, la catechesi per adulti».

Fra gli strumenti utili a raggiungere tali obiettivi, il Vescovo ha infine suggerito l’Azione Cattolica e il Seminario Minore: «L’una richiede una sensibilità a 360°, l’altro offre un humus educativo valido per la vita».

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Oggi è anche Santa Laura

19 Ottobre 2008 at 9:00 am (Religione, Varie) (, )

Non solo: San Carlo Garnier, Santa Cleopatra, San Gabriele Lalemant, San Gioele, San Giovanni de Brebeuf, Sant’Isacco Jogues, San Lucio, San Lupo di Soissons,  San Paolo della Croce, San Pietro d’Alcantara e San Tolomeo.

Per chi non lo sapesse, il 19 ottobre si ricorda anche Santa Laura di Cordova, religiosa spagnola martirizzata nell’864 in una caldaia di pece bollente. Divenuta badessa nell’855, nell’epoca storica della conquista spagnola da parte deiMori, si narra che Laura si rifiutò di rinnegare la propria fede cristiana e di conseguenza venne condannata a morte da un giudice musulmano.

Poche le notizie sulla sua vita, ma ampiamente diffuso il suo nome riconducibile al latino “laurus” (alloro), simbolo di sapienza e gloria.

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I colori dell’autunno baldense

12 Ottobre 2008 at 2:59 pm (Viaggi) (, )

L’autunno ormai è iniziato da un pò. Ma forse il tempo per osservare i suoi colori non lo abbiamo neanche, presi dai nostri 1000 impegni. Così ci perdiamo tutta la bellezza delle tinte che dal giallo, al rosso e al marrone compongono la tela di Madre Natura in questo periodo dell’anno. Sarò anche vero che ormai le stagioni non si distinguono più, ma Lei sa regalare ancora tante sorprese ai nostri occhi. Tutto sta nel lasciarsi sorprendere!

E di panorami mozzafiato se ne trovano eccome, anche qui vicino. Basta un giro del Baldo per riconoscere al nostro territorio un valore inestimabile. Qualche preparativo e via verso Brentonico, S. Giacomo, Polsa-S. Valentino, Monte Altissimo, Prà della Stua, Prà Alpesina, Novezza, Ferrara di Monte Baldo, Caprino e ritorno. Per i più sportivi in mountain bike, ma anche in macchina con numerose possibilità di camminate ed escursioni. Alla scoperta di una natura che ci accoglie gratuitamente ogni giorno, a volte senza che noi ce ne accorgiamo nè diciamo grazie.

Ne vale la pena. Un tuffo così, nei colori dell’autunno. Per staccare dal futile e rigenerare lo spirito.

Link utili:

http://www.comunitamontanabaldo.vr.it/

http://www.infotrentino.com/ita/Nature/GardaTrentino/MonteBaldo/default.asp

http://www.girovagandointrentino.it/escursioni.htm

 

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Giovani, monete d’oro da non perdere

4 Ottobre 2008 at 1:50 pm (Cronaca, Riflessioni) (, )

“La tua libertà era il segno alto dell’ala. La nostra invece il rotolare spicciolo di una moneta d’oro che scompare tra le griglie di un tombino di fogna”.

Parole rivolte a San Francesco d’Assisi e pronunciate a Spoleto da don Mimmo Battaglia, presidente della Federazione delle comunità terapeutiche (Fict), durante la due giorni nazionale appena trascorsa. Un grido d’allarme per dare una scossa alla cultura dello sballo. Leggendole ieri mi hanno colpito, le volevo fissare su una pagina.

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La legge del cuore

28 Settembre 2008 at 12:45 pm (Religione, Riflessioni) (, )

Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.


Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.

[...] Umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce. (Fil 2, 1-11)

 

E’ la legge del cuore, quella legge che non è tale perchè imposta dall’esterno  e quindi doverosa di attenzione e rispetto, ma un dettame interno, frutto di un percorso che conduce sulla strada di Dio, nel cammino di chi lotta per trovare valori come la libertà, l’amore, la felicità. Le parole, le ideologie possono ingannare, possono essere un’illusione o un paravento. La verità dell’uomo si scopre nelle sue opere. Esse sono inequivocabili. Solo qui l’uomo mostra ciò che è, si legge in Maranatha, bisogna avere il coraggio di sporcarsi le mani. Gesù ce lo trasmette parlando davanti a scribi e farisei, gli osservatori della Legge ebraica, con un linguaggio che a loro sembra scandaloso (e forse a volte anche a noi attualmente…): «In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». Parole che stravolgono tutte le nostre concezioni, le nostre logiche, così piccole, così egoiste, così…umane. I peccatori pubblici, le prostitute…in una parola, gli emarginati, quelli apparentemente più lontani dalla Legge, sono i silenziosi custodi di un valore più alto: la volontà di avvicinarvisi, di dire il loro “sì”, senza tante parole ma con fatti concreti.

Al di là della pratica e della appartenenza esteriore e giuridica, esiste una presenza e un chiaro influsso cristiano ed evangelico in strati di popolazione apparentemente marginali ed estranei. [...] Il vero cristiano opera l’integrazione fede-vita. Il «sì» della sua fede diventa cioè il «sì» della sua vita; la parola e la confessione delle labbra diventano azione e gesto delle sue mani e del suo fare. Così la discriminante tra il «sì» e il «no» non passa attraverso le pratiche e l’osservanza delle leggi, ma attraverso la vita. (estratto dal commento al Vangelo di domenica 28 settembre  – su Maranatha).

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Quando l’informazione non è libera

23 Settembre 2008 at 9:34 am (Giornalismo) (, )

La chiara posizione espressa dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti riguardo le perquisizioni al settimanale L’Espresso per l’inchiesta sui rifiuti di Napoli. Siamo sicuri di essere liberi di informare i cittadini, anche e soprattutto delle verità scomode che fanno parte del nostro Belpaese?

Leggete qui

Una perquisizione in redazione e nella casa dei colleghi giornalisti – prima ancora che al limite dell’intimidazione – è un atto poco rispettoso del lavoro di chi si impegna a informare. La solidarietà dell’Ordine dei Giornalisti al settimanale L’Espresso è scontata e doverosa. In più – secondo il presidente Lorenzo Del Boca – è necessario esprimere le congratulazioni e i complimenti per un servizio efficace, documentato, completo che apre scenari di luce e di verità in questioni rimaste, per troppo tempo, ovattate. Raccontare come è stata inquinata Napoli con i rifiuti tossici è servizio non solo indispensabile ma, addirittura, meritorio.
La cosiddetta società civile che ci sta intorno e che acquisisce notizie attraverso il nostro lavoro deve rispondere a una domanda: che informazione vuole? Se le basta qualche fotocopia annacquata di luoghi comuni possiamo continuare così. Se però desidera conoscere tutto, anche la polvere che di solito si nasconde sotto i tappeti, deve trovare il modo di aiutare i giornalisti più coraggiosi che hanno necessità di essere apprezzati ma anche protetti da atteggiamenti aggressivi di chi vorrebbe togliere loro la penna per armarli di bavaglio.

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Giornalista? In Italia va così…

22 Settembre 2008 at 7:33 pm (Giornalismo) (, )

Pubblico di seguito un pezzo letto su Infocity, sito che offre un supporto a giornalisti e aspiranti tali in fase di inserimento lavorativo e normative professionali…Interessante perchè spiega bene il perchè diventare giornalista sembra impossibile, almeno in Italia, e soprattutto perchè solitamente le persone non credono nella formazione universitaria in questo campo…

Diventare giornalista, serve l’Università? (di Gianluca Coviello)

Per analizzare bene lo stato di salute del giornalismo italiano, e quindi saperne cogliere al meglio anche i canali formativi, è necessario “buttare” l’occhio all’estero, ed in particolare agli Stati Uniti. Lo stretto legame tra Università e produzioni editoriali, già da diversi anni ha permesso di individuare un cammino abbastanza definito per chi oggi vuole intraprendere oltre oceano una delle professioni più belle del mondo. E’ impensabile che in America un giornalista non sia laureato. E’ inconcepibile che, pur non provenendo da una formazione universitaria ad hoc possa anche solo definirsi tale (nonostante non ci sia, a differenza dell’Italia, l’ordine professionale).

Così non è invece in Italia e le ragioni di questo gap, che si traduce poi in una comunicazione poco efficace ed una informazione molte volte non efficiente (ed in tanti laureati “a spasso”), sono essenzialmente due: una culturale e l’altra organizzativa. Molte redazioni italiane, in particolare quelle più piccole, sono composte da giornalisti non laureati e che quindi, anche solo per garantirsi una certa “superiorità”, snobbano coloro che hanno studiato portando a termine un percorso formativo superiore al loro. «Per fare il giornalista ci vuole la gavetta», oppure: «Oggi le università regalano gli esami. Quando ci andavo io invece…» e poi scopri che quella stessa persona parla così perché di esami ne è riuscito a dare ben pochi…

Sono questi i luoghi comuni più diffusi nelle redazioni italiane. Se il fattore culturale, dunque, gioca un ruolo di primissima importanza, non va trascurato però quello organizzativo delle Università italiane. Sono capaci, queste ultime, di formare validi giornalisti? La risposta è no. Non esiste, in Italia, quello stretto rapporto tra struttura formativa e aziende, in questo caso editoriali.

I giovani, inoltre, arrivano nelle redazioni non solo pieni di inesperienza, che infondo ci sta pure, ma con lacune anche gravi in grammatica o, comunque, con scarse capacità di realizzare un testo fluido. Tutto ciò contribuisce e non poco nel permettere, a chi oggi è già giornalista ma è senza “il pezzo di carta”, di poter fare sfoggio delle proprie generalizzazioni nei confronti dei laureati. Risultato: l’esperienza professionale, l’iscrizione all’albo, viene presa in considerazione più di qualsiasi laurea.

Ecco che, dunque, mi sono ritrovato io stesso a diciannove anni, ancora senza la laurea triennale in scienze della comunicazione ma già con un bagaglio di esperienza e pubblicazioni, a guadagnare di più di un laureato in lettere, in comunicazione o in qualsiasi altro settore. Mentre oggi sono specializzando in comunicazione sociale, istituzionale e politica, mi guardo alle spalle e mi domando: quanto è servita la mia triennale per migliorare la considerazione che il mondo giornalistico ha delle mie capacità? Ben poco.

Il consiglio, sia chiaro, non è quello di abbandonare l’Università se si vuole essere bravi giornalisti, bensì di riuscire ad abbinare gli aspetti teorici di un corso di laurea con una attività lavorativa nel settore. Con un po’ di sacrificio, studiare e collaborare con testate giornalistiche si può. Magari all’inizio lo farete gratuitamente, ma sarà comunque indispensabile per abbinare quello che l’Università riesce a darvi con quello che gravemente trascura.

Infine, un’altra cosa importante, è specializzarsi in un settore. Se sarete davvero preparati in qualcosa, troverete sicuramente qualcuno disposto a pagarvi (a me è successo). La sola capacità di comunicare, magari anche certificata dalla laurea, non basta in un Paese che ancora non ha colto la necessità di informare in modo chiaro, trasparente e, soprattutto, indipendente.

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