A tutti auguro…

25 Dicembre 2008 at 12:00 am (Religione) ()

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Oggi è anche Santa Laura

19 Ottobre 2008 at 9:00 am (Religione, Varie) (, )

Non solo: San Carlo Garnier, Santa Cleopatra, San Gabriele Lalemant, San Gioele, San Giovanni de Brebeuf, Sant’Isacco Jogues, San Lucio, San Lupo di Soissons,  San Paolo della Croce, San Pietro d’Alcantara e San Tolomeo.

Per chi non lo sapesse, il 19 ottobre si ricorda anche Santa Laura di Cordova, religiosa spagnola martirizzata nell’864 in una caldaia di pece bollente. Divenuta badessa nell’855, nell’epoca storica della conquista spagnola da parte deiMori, si narra che Laura si rifiutò di rinnegare la propria fede cristiana e di conseguenza venne condannata a morte da un giudice musulmano.

Poche le notizie sulla sua vita, ma ampiamente diffuso il suo nome riconducibile al latino “laurus” (alloro), simbolo di sapienza e gloria.

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La legge del cuore

28 Settembre 2008 at 12:45 pm (Religione, Riflessioni) (, )

Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.


Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.

[...] Umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce. (Fil 2, 1-11)

 

E’ la legge del cuore, quella legge che non è tale perchè imposta dall’esterno  e quindi doverosa di attenzione e rispetto, ma un dettame interno, frutto di un percorso che conduce sulla strada di Dio, nel cammino di chi lotta per trovare valori come la libertà, l’amore, la felicità. Le parole, le ideologie possono ingannare, possono essere un’illusione o un paravento. La verità dell’uomo si scopre nelle sue opere. Esse sono inequivocabili. Solo qui l’uomo mostra ciò che è, si legge in Maranatha, bisogna avere il coraggio di sporcarsi le mani. Gesù ce lo trasmette parlando davanti a scribi e farisei, gli osservatori della Legge ebraica, con un linguaggio che a loro sembra scandaloso (e forse a volte anche a noi attualmente…): «In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». Parole che stravolgono tutte le nostre concezioni, le nostre logiche, così piccole, così egoiste, così…umane. I peccatori pubblici, le prostitute…in una parola, gli emarginati, quelli apparentemente più lontani dalla Legge, sono i silenziosi custodi di un valore più alto: la volontà di avvicinarvisi, di dire il loro “sì”, senza tante parole ma con fatti concreti.

Al di là della pratica e della appartenenza esteriore e giuridica, esiste una presenza e un chiaro influsso cristiano ed evangelico in strati di popolazione apparentemente marginali ed estranei. [...] Il vero cristiano opera l’integrazione fede-vita. Il «sì» della sua fede diventa cioè il «sì» della sua vita; la parola e la confessione delle labbra diventano azione e gesto delle sue mani e del suo fare. Così la discriminante tra il «sì» e il «no» non passa attraverso le pratiche e l’osservanza delle leggi, ma attraverso la vita. (estratto dal commento al Vangelo di domenica 28 settembre  – su Maranatha).

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Con Paolo sulla via di Damasco

29 Giugno 2008 at 11:55 am (Religione, Storia) (, , , )

Ossequioso osservatore della Legge ebraica. E persecutore accanito dei cristiani. Sembrerebbe questo il ritratto di San Paolo di Tarso. Ma lo abbiamo privato dell’evento più importante, quello che ha radicalmente cambiato la sua vita e di conseguenza quella dell’intera comunità cristiana: la chiamata del Signore. Che avviene, come per ciascuno di noi, in momenti e luoghi inaspettati, travolgendo come un fulmine a ciel sereno. Così anche per Paolo, che viene colpito da un fascio di luce dal cielo e, disarmato, cade da cavallo nel viaggio che l’avrebbe portato a Damasco per arrestare i cristiani fuggiti da Gerusalemme. In quel preciso momento la sua coscienza è scossa alle fondamenta: “Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti?” chiede il Signore, attivando in Paolo la radicale conversione. Infatti è un quesito che arriva ad accecare l’uomo vecchio e a far nascere l’uomo nuovo, che d’ora in avanti sarà l’Apostolo delle Genti.

Ed eccolo, allora, il vero Paolo: un uomo dall’estremo coraggio, uno scrittore indefesso e geniale, con indescrivibile carisma, che non conosce mezze misure, dedicando tutto se stesso alla scoperta fede in Cristo. Paragonabile alla grinta propria di ogni giovane quando si appassiona a qualcosa: si sente trascinato, trascorre le ore dedicandosi corpo e anima alla sua passione, con entusiasmo contagioso e inesauribile. E’ l’effetto di un amore grande, che tocca le corde più profonde dell’anima.

E questo è l’uomo a cui il Signore ha affidato una tra le missioni a mio avviso più grandi di tutta la storia del cristianesimo: svincolare l’annuncio cristiano dalla matrice giudaica in cui era sorto, trasformandolo in annuncio di salvezza per tutti, senza distinzione tra ebrei o pagani. Senza di lui il cristianesimo sarebbe probabilmente rimasto una sètta tra le tante che nascevano al tempo come reazione al formalismo e alla legalità del giudaismo. Paolo rappresenta l’opera di universalizzazione del messaggio cristiano, diverso dall’ebraismo perchè libero dai limiti nazionali – il popolo eletto d’Israele – entro cui quest’ultimo dominava. E’ una vera e propria rivoluzione per il tempo in cui è avvenuta, concentrata in due parole cardine della vita cristiana: uguaglianza e fratellanza. Senza confini di lingua o nazione o tribù.

Un messaggio che, a duemila anni dalla nascita dell’Apostolo delle Genti, torna dirompente con tutta la sua attualità nell’Anno Paolino apertosi ieri. Un messaggio da conoscere e comprendere in tutta la sua profondità storico-religiosa seguendo il grande esempio di Paolo, che parla a chiare lettere con la sua vita e i suoi scritti. Scritti che, nonostante la bimillenaria stesura, non potranno mai diventare lettera morta perchè raccontano un percorso di vita dinamico, fatto di convinzioni, scelte, cambiamenti radicali, passioni e rinascite. Come quello che tocca a ciascun individuo, in ogni epoca storica. Questa la consapevolezza con cui lasciarsi avvolgere dal fascino storico della vicenda e – per chi lo sente – dalla forza di una fede libera e universale in un Dio che ama senza confini.

Vita di San Paolo

Nella foto: Conversione di San Paolo, realizzato nel 1601 da Caravaggio. E’ conservato nella Cappella Cerasi della chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.

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