AAA cercasi onestà
Terremoto in Abruzzo. Una disastrosa calamità naturale che, colpendo motli dei nostri connazionali, dovrebbe colpire nel profondo ciascuno di noi. Come in filo comune che ci lega tutti in quanto italiani e in quanto uomini soggetti alla contingenza della vita, dovremmo raccoglierci tutti in un abbraccio simbolico alla popolazione abruzzese coinvolta nell’evento tellurico.
Tutti d’accordo, non c’è dubbio. Ma già a distanza di pochi giorni, si ricomincia il pastiche tutto italiano: la brutale strumentalizzazione di una tragedia da parte delle parti politiche. Non se ne può più.
Molti hanno ormai raggiunto la soglia di sopportazione di tanta disonestà, tanto che provano sentimenti contrastanti nei confronti del sistema: da una parte, da buoni italiani, vorrebbero contribuire economicamente nel proprio piccolo per risollevare gli abruzzesi, dall’altra diffidano perchè non hanno certezze.
Chi assicura che la Protezione Civile gestisca onestamente i fondi che stanno arrivando da tutta Italia? Chi assicura che, passato il terremoto mediatico, nessuno si dimentichi della ricostruzione e anzi si contribuisca ad una rapida ricostruzione, per quanto geologicamente ed umanamente possibile?
E chi assicura che, per ragionamento inverso, non intervengano i soliti furbi speculatori, capaci di trarre il massimo beneficio personale anche di fronte all’immenso dolore di bambini, anziani, giovani, famiglie?
E’ un’immersione in apnea che non può durare a lungo. C’è estremo bisogno di ritrovare un po’ di sincera onestà. Tra le persone, tra i partiti, tra le associazioni. Per un solo bene: quello di ciascuno di noi, nessuno escluso.