Turismo. L’arma contro la crisi? La qualità
Il turismo sul lago di Garda sembra reggere il contraccolpo della crisi economica. Ma per quanto tempo? E secondo quali modalità? Questi gli interrogativi che mercoledì scorso hanno animato la 33ª Assemblea generale dell’Unione Gardesana Albergatori Veronesi (Ugav) nella cornice del Centro Convegni “Nascimbeni” di Brenzone.
I dati.
Secondo i dati inerenti alla stagione turistica appena trascorsa, il comprensorio gardesano ha registrato un incremento dell’1,6% sugli arrivi rispetto al 2007, ponendosi come meta turistica tra le più ambite d’Italia. Un dato positivo drasticamente ridimensionato dal confronto con il numero di presenze effettive, diminuito del 2,6%, a fronte di un calo medio del 5-8% registrato a livello nazionale. «Dovremmo essere soddisfatti rispetto all’andamento nazionale ancor più negativo, ma non è così – ha spiegato il presidente Ugav, Antonio Pasotti – perché la Pasqua bassa per noi ha significato un mese di costi di gestione in più, con una diminuzione della redditività del 10%, e un mese in più di apertura in cui diluire le già ridotte presenze».
Più arrivi, meno presenze: un fenomeno che si è verificato nella maggior parte delle località turistiche del Garda veronese, con significativi picchi al ribasso nelle presenze rispetto al 2007 soprattutto per Peschiera (-16,2%) e Costermano (-9,7%). La famigerata tendenza al “mordi e fuggi”, ormai ampiamente diffusa nel settore, non risparmia nemmeno il turismo gardesano. Che deve correre ai ripari, affinchè la crisi economica non travolga quel perno economico che genera un fatturato annuo di 600 milioni di euro: «Se le bellezze del nostro territorio, la variegata offerta turistica e culturale, le tradizioni e l’enogastronomia non bastano più, c’è bisogno di un confronto per capire insieme cos’altro serve, perché se sul lago va male il turismo, di conseguenza va male tutta l’economia», ha evidenziato Pasotti.
I problemi.
Un allarme interno al settore, quello lanciato dal presidente Ugav agli albergatori presenti, a cui si sono aggiunte le preoccupazioni inerenti la gestione del territorio e dei suoi servizi, di fondamentale importanza per garantire la giusta accoglienza ai 10 milioni di turisti che annualmente visitano il lago di Garda. Prima fra tutte, la viabilità: «Come imprenditori turistici e in quanto portatori di interessi economici diffusi abbiamo sempre sostenuto che il turismo ha
bisogno di infrastrutture – ha continuato Pasotti – e la rinuncia totale alla Affi-Pai ci ha lasciati con l’amaro in bocca, perché si è persa ancora una volta l’occasione di dare finalmente soluzione all’emergenza della congestione del traffico sulla Gardesana. Che è e rimane un problema». Il presidente Ugav ha inoltre lamentato l’esclusione della categoria dal tavolo provinciale di confronto per la risoluzione del problema viabilistico, che il sindacato degli albergatori indicava nel miglioramento di strade già esistenti, unito al potenziamento dell’asse ferroviario e all’ampliamento a tre corsie dell’autostrada del Brennero.
L’eccessiva cementificazione ha rappresentato un ulteriore tasto dolente durante l’Assemblea dei soci Ugav. Pasotti non ha risparmiato toni duri: «Le seconde case consumano il territorio senza portare reali benefici alla collettività; è ora di smetterla con queste nuove costruzioni e pensare alla riqualificazione edilizia dell’esistente». E con particolare riferimento alla questione della lottizzazione di Albisano, ha aggiunto: «Questi complessi residenziali camuffati da attività turistico-alberghiere non sono regolari; non abbiamo bisogno di nuovi alberghi ma di maggiore qualità negli alberghi», e ha sollecitato politici e amministratori locali – tra cui le presenti amministrazioni di Malcesine, Brenzone, San Zeno di Montagna e Torri – a sostenere il sistema turistico in materia di finanziamenti per la riqualificazione e di abbassamento delle tassazioni.
Altre fonti di apprensione sono state infine individuate nel taglio del presidio della vigilanza costiera e nella presunta chiusura dell’ospedale di Malcesine: «Non possiamo permetterci di abbassare il livello di sicurezza né di rimanere senza un presidio sanitario adeguato per gli ospiti dell’alto lago» è stato il commento del presidente Ugav.
Gli obiettivi.
A livello nazionale, Federalberghi sta concentrando la propria attività nel tentativo di creare un ministero del turismo, al quale si aggiungono le richieste di politiche a sostegno del settore, il taglio della pressione fiscale e del costo del lavoro, la riduzione degli oneri burocratici.
Ma qual è la sfida a cui la crisi economica chiama le strutture ricettive, per la maggior parte a conduzione familiare, che nel complesso formano l’ossatura dell’offerta alberghiera gardesana nonché della base associativa dell’Ugav? La risposta sembra essere una sola: l’orientamento alla qualità, che si basa principalmente sulla soddisfazione dell’ospite. «Non basta più il mestiere, la tradizione che ha accompagnato generazioni di albergatori gardesani. Bisogna innovare, stare al passo coi tempi. Se abbassiamo i prezzi solo per competere con altre località ma a scapito della qualità, la battaglia è già persa in partenza» ha ammonito Pasotti, che ha individuato nell’impegno e nella passione per il lavoro alberghiero il segreto per affrontare la sfida: «Dobbiamo saper mettere a punto le nostre offerte, con proposte ad hoc per invogliare la clientela a sceglierci e a scegliere il Garda».
Un obiettivo che ha trovato il consenso e la condivisione da parte dell’assessore provinciale al Turismo Antonio Pastorello, il quale ha concluso invitando gli albergatori riuniti a non fermarsi alla visione della routine quotidiana, ma di «guardare oltre, crescendo in termini qualitativi per superare insieme la recessione, puntando al confronto con la categoria e alle sinergie con gli organismi di riferimento locali».