Obama e il cambiamento

6 Novembre 2008 at 2:18 pm (Esteri) (, , , )

Dall’articolo di L.Caracciolo su Limes – mensile di Geopolitica:

obamaLa straordinaria vittoria di Barack Obama non cambia il mondo. Cambia la possibilità di cambiarlo. Il primo presidente nero degli Stati Uniti d’America non è stato solo eletto a grande maggioranza dal suo popolo, è stato virtualmente plebiscitato da gran parte del pianeta. La doppia legittimazione, domestica e globale, di un leader assai consapevole di sè e del proprio ruolo storico, redistribuisce le carte del gioco geopolitico su scala mondiale. E’ ancora presto per stabilire come. Ma certamente tutti i potenti del mondo, amici o avversari dell’America, stanno ricalibrando il proprio modo di approcciarsi alla principale potenza. Probabilmente la realtà abbasserà le aspettative che l’America e il mondo ripongono in Barack Obama. Dopo la notte della poesia ci saranno molti anni di prosa. Ci saranno, tra l’altro, ancora 77 giorni di Bush, nei quali può succedere di tutto con un’America con due presidenti, cioé nessuno.Il vincolo maggiore per il neopresidente degli Stati Uniti è lo schiacciante debito nazionale, che viaggia oltre i 10,6 trilioni di dollari. Un macigno che costringerà il “principe della speranza” ad accrescere ulteriormente lo stock di debito onde finanziare almeno parte dei progetti infrastrutturali e sociali necessari a mitigare gli effetti della recessione e ad avviare una moderata redistribuzione del reddito.

Il debito nazionale peserà anche sull’azione internazionale della nuova America. Obama sarà costretto a chiedere a tutti, ma in particolare agli “amici e alleati”, più soldi e più soldati per sostenere la leadership americana nelle guerre e nelle aree di crisi. Cominciando con l’Afghanistan, dove probabilmente Obama proverà a trasferire la “strategia Petraeus”, chiedendo però che all’aumento dei soldati contribuiscano questa volta anche gli europei.

Il 20 gennaio, quando Obama prenderà finalmente possesso della sua carica, non ci sarà più tempo per promesse e discorsi. Il nuovo presidente dovrà subito dimostrare al paese e al mondo di saper essere all’altezza della propria immagine. Molto dipenderà dalla sua squadra, cui in queste ore tutti (compresi molti repubblicani) ambiscono a partecipare.

In ogni caso, dopo Obama comincia un’altra, inedita pagina della storia americana. Se sarà anche un’altra pagina della storia mondiale non dipenderà solo dal leader appena plebiscitato, ma anche da noi.

 

Noi, sì. Che dobbiamo continuare ad avere il sogno, quel sogno di vera democrazia di parlava Martin Luther King alla sua nazione. Questo sogno:

 

And so even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream.

It is a dream deeply rooted in the American dream.

I have a dream that one day every valley shall be exalted, and every hill and mountain shall be made low, the rough places will be made plain, and the crooked places will be made straight; “and the glory of the Lord shall be revealed and all flesh shall see it together.”

I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal.”

I have a dream that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.

I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.

I have a dream today!

I have a dream that one day, down in Alabama, with its vicious racists, with its governor having his lips dripping with the words of “interposition” and “nullification” — one day right there in Alabama little black boys and black girls will be able to join hands with little white boys and white girls as sisters and brothers.

I have a dream today!

 

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