Le delusioni di un giovane

16 Giugno 2008 at 9:54 pm (Locale) ()

 

I giovani e la politica. Quante profusioni di parole sempre più vuote: disinteresse,distacco, disturbo. Tutti termini utilizzati fino alla nausea per descrivere il legame presunto ai nostri tempi tra la “mia” categoria sociale e la sovrastruttura che guida la vita dei cittadini (o almeno, dovrebbe). Poi, un bel giorno di inizio inverno, arriva la bella notizia: la politica non ci dimentica, la politica ci vuole vedere partecipi della costruzione della società, perchè dice che in noi è il futuro. Un sogno che diventa realtà attraente in cui tuffarsi per cambiare quella società così lontana dai nostri ideali di giustizia, così sporca rispetto ai nostri standard di correttezza e limpida onestà…e allora via, sulle ali di un’avventura che ha tutte le carte in regola per essere una grande esperienza di vita. Una consulta giovanile, normativa che la signora Europa ha emanato per ovviare al “problema” dei giovani. Una sfida da raccogliere, quantomeno per mostrare che non siamo un problema. C’è da stendere uno statuto fondatore, e la paura di sbagliare c’è (d’altronde non nasciamo tutti burocrati…per fortuna!) ma ci proviamo. E, come per magia, dalla spremitura di meningi di persone molto diverse tra loro, che forse non condividono nè interessi nè amicizie ma che sono unite nel comune denominatore dell’essere GIOVANI, esce una serie di punti che delineano le regole atte a mettere in moto la “macchina” che l’amministrazione ci regalò.

Ma qui cominciano i problemi.
“Lo statuto non va bene, lo rifacciamo noi” ci sentiamo dire quasi storditi per la delusione. “E’ impreciso, non rispetta le regole della burocrazia”. Ma noi non l’avevamo forse detto all’inizio di non essere dei burocrati (con tanto di per fortuna allegato)?! Comunque sia, gli eventi iniziano a precipitare finché ci troviamo catapultati a dover approvare lo statuto (scritto da dei burocrati, come volevasi dimostrare) nel giro di mezz’ora con risicato preavviso di 24 ore scarse.

 

Essere seguiti passo dopo passo nella costruzione del testo era chiedere troppo? Forse sì. E soprattutto, questa soluzione non ci avrebbe forse fatto crescere di più dal punto di vista umano facendoci sentire davvero protagonisti di questo pezzo di carta per giunta fondatore di un’istituzione che “dovrebbe” essere nostra? Anche qui, la risposta è forse sì.

Sta di fatto che ora sopra quel pezzo di carta c’è il bel timbrone del Consiglio comunale, che l’ha approvato e con tal gesto gli ha dato vita in potenza. E forse il tutto prenderà avvio in concreto tra qualche mese, magari con la partecipazione e il protagonismo di giovani che di politica non capiscono granchè ma sono (tristemente) già in giovane età attratti dalla cosiddetta “carega” da non resistere alla tentazione di mettersi in gioco. D’altronde, quale miglior trampolino di lancio di questo per il Consiglio Senior, quello con la C maiuscola, dove i membri mensilmente si annoiano e quindi trovano dei diversivi riunendosi e lanciandosi ciniche frecciatine fino ad insultarsi?!?

E così, di tutti i belli ideali di prima non rimane che fare fagotto e portarseli via. Se la politica è questa, investirli in essa è un fallimento in partenza. Quindi, per favore, quando si parla dei giovani e della politica, tratteniamoci tutti dall’impeto di tirare fuori le stereotipate “D” di disinteresse, distacco, disturbo. Perchè, forse, nel cuore di qualche giovane, potrebbe esserci un’altra “D”. Quella di delusione.

Siti di politica giovanile:
Giovani ed Europa
Ministero Politiche Giovanili

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