Il paradosso del nostro tempo
Paesi e organizzazioni si sono impegnati a stanziare 6,5 miliardi di aiuti. La Banca Mondiale ha promesso 1,2 miliardi di dollari, gli Usa 1,5 miliardi, la Francia 1,5 miliardi su 5 anni, il Regno Unito 590 milioni di dollari. L’Italia si è impegnata a versare 190 milioni di euro.
«Ci sono state grandi declamazioni, affermazioni di principio, ma non ho sentito quella coesione unanime che sarebbe stata necessaria» di fronte ad un problema così grave come la fame nel mondo, ha detto il ministro degli esteri, Franco Frattini. Lo scontro che ha impedito fino all’ultimo un accordo più ampio ha visto protagonisti da una parte Europa e Usa e dall’altra il cosiddetto «blocco latino-americano» guidato dall’Argentina. I latino-americani si sono opposti alle critiche del testo contro le limitazioni dell’export, che l’Argentina in particolare attua per riuscire a sfamare la popolazione locale e a calmierare i prezzi. Pesante bocciatura del vertice da parte delle Organizzazioni non governative, tutte molto deluse.
Un fallimento. Ecco il termine che riassume quest’incontro. Ma d’altronde, che cosa ci si poteva aspettare? Una due giorni di incontri intensivi non potrà mai creare le basi di un dialogo pur necessario ma che ha bisogno di lunghi tempi di sedimentazione e maturazione per essere davvero efficace. Un dialogo che ha certamente bisogno di diventare adulto mantenendo lo spirito e la vivacità di un giovane pieno di progetti e speranze. E invece, quello che esce da questo vertice FAO sa di vecchio, un vecchio però privato delle sue qualità positive. Tra cui, soprattutto, la saggezza. Che è di chi ha accumulato molte esperienze durante l’arco della vita, e le sa raccontare e trasmettere al giovane dando loro un’impronta positiva, come di una strada tracciata che ha bisogno di essere portata avanti con carisma e dedizione. E invece, cosa troviamo al vertice FAO? Rappresentanti importanti, vertici di grandi nazioni, persone “vecchie” che sembrano parlare del problema della fame come una prassi ormai assegnata da tempo e che dev’essere portata a termine in qualche modo. Emblema del paradosso che caratterizza il nostro tempo, e che vede da una parte del mondo persone chiedersi: “Cos’è il problema della fame?”, e dall’altra parte ancora persone che saprebbero darne precisa spiegazione e turbati si chiedono: “Cos’è il problema dei rifiuti?”…questa situazione è sconcertante.